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Gruppo folclorico dei Pasquarellari

Organizzatore
Paolo Fegatelli

"Nu semo vinuti,
co tanta creanza,
secondo l'usanza
la Pasqua a cantà"

La sera del 5 gennaio, come racconta la tradizione che si perde nella notte dei tempi, qualunque siano le condizioni atmosferiche, la maggior parte degli abitanti dei nostri paesi si trasforma in cantore. Vestiti da pastori cogli abiti tradizionali, accompagnati dal suono degli organetti e degli strumenti a percussione locali, si fermano davanti ad ogni casa intonando un canto antico che, tramandato di padre in figlio, rievoca la nascita del "Messia". Le famiglie ricambiando l'allegria portata, offrono vivande di ogni genere. L'Epifania rappresentava una festa importante per il sentimento religioso popolare e veniva celebrata secondo tradizione con la recita delle pasquarelle, componimenti cantati da brigate di cantori ambulanti che ricordavano il senso della festa, commemorando la nascita del Divino Bambino e la presentazione dei doni da parte dei Re Magi. Cantata la pasquarella, i cantori ricevevano agli abitanti dei borghi doni in natura che, allora, consistevano spesso in uova, piccole porzioni di formaggio, insaccati ed abbondanti brindisi ristoratori. Lo sforzo meritorio di gran parte del volontariato locale per "non dimenticare", per rendere immortali storie e usanze locali, fa sì che una delle più suggestive espressioni della tradizione nostrana viva ancora. A Cittareale, come in altri paesi, la celebrazione della pasquarella sembra non essere mai sparita. Organizzata quando bene, quando meno, l'usanza è costantemente riproposta, segno questo di radici solide e profonde che affondano nei sentimenti più semplici, nella memoria dei nostri avi. Tant'è che si è sentito il bisogno di costituire l'ennesima associazione con lo scopo di continuare la tradizione. Con la riorganizzazione del gruppo, da parte di Paolo Fegatelli e attingendo ai modesti ricavi delle tante esibizioni, i pasquarellar' hanno riavuto le loro mantelle in lana, pantaloni di velluto, camice di flanella, gambali di lana e scarponi. Tutto per riportare più fedelmente possibile alle immagini di un tempo. Attualmente sono 21 i componenti del gruppo e fra questi ci sono 3 giovani suonatori di organetto. Anche oggi, come allora, la visita casa per casa viene "premiata" da un'offerta che, per forza di cose, consiste quasi sempre in piccole somme di denaro. Ma mentre prima, dopo la raccolta dei prodotti alimentari, l'esibizione terminava con un pranzo offerto ai bambini locali, oggi il nostro gruppo di dedica alla beneficenza.

Dopo il maremoto del 26 dicembre 2004 che ha colpito così duramente le popolazioni del sud-est asiatico, i pasquarellari cittarealesi hanno voluto contribuire concretamente agli aiuti, donando la somma ricavata dalla questua natalizia. In risposta, il Capo dipartimento della Protezione Civile ha inviato a Paolo Fegatelli una lettera di ringraziamento e di stima: " .desidero rivolgere il più vivo ringraziamento per il contributo che il Vostro Gruppo ha voluto offrire alla realizzazione di interventi in favore delle popolazioni del sud-est asiatico.. Il suo contributo, insieme a quelli che molti altri cittadini ed istituzioni pubbliche e private ci hanno fatto pervenire, sarà utilizzato.". Chiude di suo pugno: ".con stima e gratitudine". Sulla spinta di un riconoscimento come questo, che premia e inorgoglisce, il gruppo ha deciso, per il futuro, di devolvere i pochi fondi ricavati a chiese e istituzioni religiose. Tra coloro che beneficeranno della loro generosità ci saranno anche gli orfanelli di S. Rita da Cascia. D'ora in avanti, per i cittarealesi, partecipare alla pasquarella avrà anche un altro significato. Tutti, pasquarellari e no, celebreranno sì una tradizione che continua ma con la consapevolezza che da oggi pasquarella è sinonimo di beneficenza, altruismo e generosità.

Tratto dalla Rivista Falacrina n. 2 agosto 2005

 

 

 
















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