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Chiesa di S. Silvestro

La chiesa di S. Silvestro in Falacrina è posta nel territorio presumibilmente ascrivibile al centro di Falacrinae, modesto insediamento romano [Vicus secondo Svetonio], affiancata da un ramo del fiume Velino nei pressi delle frazioni Bricca e Collicelle di Cittareale. L'edificio è posizionato probabilmente in modo parallelo all'adiacente via Salaria antica con la facciata posta verso la valle principale, ad ovest. Di dimensioni piuttosto ridotte, l'edificio è composto da un corpo principale, l'attuale chiesa e lateralmente, verso il fiume, da una sagrestia. Sotto la sagrestia si trova una cripta. La cripta, o per meglio dire, la chiesa oggi interrata, è visitabile per gli otto metri della sua lunghezza, ha un'altezza di tre metri e la larghezza misura due metri e mezzo. L'edificio è libero per due terzi, poi, un muro divisorio di antica realizzazione lo interrompe verso la facciata principale. E' verosimile supporre che, in tempi più remoti, la chiesa si estendesse almeno per tutta la lunghezza dell'attuale edificio. Illustri esperti in architettura medievale ritengono che la cripta fosse una navata laterale di una chiesa alto medievale, databile, in via assolutamente indicativa, tra il quinto ed il decimo secolo dopo Cristo. Spiccano alcuni particolari strutturali, l'arco a botte, le colonne in pietra sponga dal disegno raffinatissimo, l'elegante muratura in perfette linee parallele el'abside che rendono questa piccola cripta un vero tesoro architettonico. Numerose e tutte suggestive le ipotesi che si fanno sulle origini della chiesa di S. Silvestro in Falacrinae. Di Falacrina ne parla Svetonio, individuando questo piccolo villaggio quale origine dei Flavi, dinastia che dette a Roma tre imperatori(Tito Flavio Vespasiano, Tito e Domiziano). Personalmente, ho letto più volte di Falacrinae come antichissima città che insieme a Nursia ed Amiternum, si possono definire la culla della civiltà sabina. L'origine del nome del vicus di Falacrina e della valle omonima, è individuabile in Falacro, divinità sabina antichissima già dimenticata nella Roma Repubblicana di cui sopravviveva il ricordo solo nei Flamini e nei loro rituali.

 

L'ipotesi più affascinante è che tale nome derivi dalla presenza di un antichissimo tempio dedicata a Falacro, situato nella vallata da cui, in seguito, trasse il nome. Un processo simile è, con ogni probabilità, alla base del nome di Bacugno, originato forse dalla dea Vacuna, antica divinità sabina. La chiesa di S. Silvestro in Falacrina presenta enormi analogie storiche e strutturali con la chiesa di S. Silvestro a Villa S. Silvestro nel comune di Cascia (PG). In entrambi i comuni la chiesa locale è intitolata al medesimo santo; la struttura degli edifici è pressoché identica e anche quello di Villa S. Silvestro è posto sopra un tempio romano del 300 a.C., oggi completamente abbandonato. Sembra accertato, inoltre, che i due centri abitati, distanti solo 20 km, intrattenessero legami politici ed economici. Non bisogna dimenticare, poi, che all'epoca, con il termine 'Sabina' s'individuava anche quello che oggi è territorio umbro (Cascia, Norcia). A queste vicende già strettamente connesse, da' vigore la figura di Papa Silvestro I, che salito al Soglio pontificio nel 300 d.C., aveva predicato a lungo nel territorio sabino (a Poggio Nativo e sul Monte Soratte), portandolo probabilmente alla fondazione di due chiese cristiane, che furono edificate sopra due templi romani preesistenti. Ma le supposizioni intorno alla costruzione di S. Silvestro in Falacrina non si fermano qui. Una, suggestiva e piuttosto accreditata, rimanda alla figura del duca Archiprando da Rieti. Vissuto nell' Alto Medioevo, chiamato anche Takebrando nelle fonti antiche, fu valoroso condottiero e alla testa di un esercito riuscì , nel 915, in una travolgente battaglia a sconfiggere i Saraceni a Tremula Mutuesca ( attuale Monteleone Sabino, ndr) e a cacciarli IPOTESI E TEORIE NON HANNO ANCORA FATTO PIENA LUCE SULLE SUE ORIGINI Cultura e arte definitivamente dalla Sabina dopo quasi un secolo di razzie. La lapide ne celebra le gesta e fissa nel 5 dicembre del 924 la data di ricostruzione e riconsacrazione di S. Silvestro. Appare evidente, quindi, quanto sia difficile stabilire con precisione la genesi della chiesa. Sono ancora numerosi gli interrogativi che meritano una risposta: quando è stata edificata, quali segreti nasconde la cripta e perché è stata chiusa parzialmente? Gli unici dati certi di cui si dispone rimandano al 1153 prima, con la Bolla di Anastasio IV, e nel 1182 con quella di Lucio III, in cui si fa esplicito riferimento a S. Silvestro in Falacrina (Carta dei luoghi di culto della diocesi di Rieti - Regione Lazio).

Le teorie che hanno come protagonista Takebrando
Takebrando o Archiprando o Tachiprando è stato sicuramente protagonista di una battaglia (e) vittoriosa(e) contro i saraceni nel X secolo (910 - 930?). In quel periodo l'intera vallata del Velino sino a Fara Sabina è stata sotto le incursioni saracene per quasi un secolo (850 - 930 dc. Questo condottiero, credo nativo di falacrina, organizzando le forze locali, ha combattuto e vinto i saraceni scacciandoli dai territori sabini. La lapide ne celebra le gesta fissando la data 5 Dicembre 924 per la ricostruzione e riconsacrazione della chiesa di S. Silvestro in Falacrina. Resta la completa assenza di notizie su cosa c'è sotto il corpo centrale della chiesa, l'attuale pavimento è recente (anni 50), sotto gli anziani ricordano delle botole, quindi presumibilmente esiste uno spazio anche sotto l'attuale chiesa. La chiesa di S. Silvestro è chiaramente "repertoriata" già dal 1153 nella Bolla di Anastasio IV e nella Bolla di Lucio III come S. Silvestro in Falagrino nel 1182. (Carta dei luoghi di culto della diocesi di Rieti - Regione Lazio)

 

Deduzioni
1. nel 924 la chiesa è stata ricostruita, quindi era preesistente
2. era intitolata a S. Silvestro I Papa (300 dc) il predicatore della Sabina
3. la chiesa è stata ricostruita o riedificata sopra la preesistente
4. la "cripta" è la chiesa ricostruita da takebrando o quella su cui ha riedificato?
5. la "cripta" vista e rivista e fatta vedere a vari esperti sembrerebbe databile in un periodo compreso tra il V e IX secolo dc (è quindi la chiesa preesistente a Takebrando?)
6. la "cripta" è stata comunque chiusa con un muro in epoca molto remota (da Takebrando?)
7. perché è stata chiusa?
8. nella lapide si dice ". post vastationem saracinorum.." La chiesa viene ricostruita. quindi era stata distrutta fisicamente o usata per altri scopi religiosi (profanata?)
9. il muro è di chiusura totale (l'apertura attuale sulla volta è chiaramente tarda e forse la cripta era adibita ad ossario?)
10. takebrando può aver ricostruito sopra la chiesa sigillando la struttura profanata.
In questa ipotesi ci sarebbe tre livelli:
a) tempio sabino romano
b) chiesa alto medievale VI - IX sec
c) chiesa medievale - settecentesca

Tratto dalla rivista Falacrina - agosto 2005 di Pierluigi Feliciangeli

 

 

 
















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