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Scavi di Falacrinae

Campagna 2006

Il motivo che è all'origine della decisione di avviare lo scavo archeologico del sito di Falacrinae (Cittareale), come spesso avviene, è del tutto casuale: la scoperta cioè del frammento di una base di statua su cui si può leggere parte di 14 versi saturni (l'antico metro della poesia romana) con l'elogio di un personaggio, il cui nome resta ignoto, il quale, come si evince dal contesto, partecipò con un ruolo di comando alla guerra sociale (91-89 a. C.), il conflitto che oppose Roma ai suoi alleati italici, che si erano ribellati per ottenere la cittadinanza romana.

L'importanza storica del documento - una delle più importanti iscrizioni repubblicane scoperte negli ultimi anni - richiedeva in primo luogo un tentativo di identificare il contesto di provenienza, tanto più che il luogo del ritrovamento è conosciuto. Un secondo motivo di interesse - questo non occasionale - è l'importanza del sito, Falacrinae, luogo di nascita dell'imperatore Vespasiano (70-79 d. C.), tanto più che nel 2009 cade il bimillenario della sua nascita: anniversario quanto mai opportuno per organizzare una grande mostra su questo imperatore e sulla dinastia Flavia, da lui fondata. Un intervento di scavo nel sito di Cittareale risultava particolarmente opportuno, perché, nonostante i numerosi indizi convergenti che portavano a identificare in questa località il sito di Falacrinae (itinerari antichi che ne indicano la distanza precisa da Roma sulla via Salaria, corrispondente alla chiesa di S. Silvestro presso Cittareale; localizzazione in Falacrino di alcune chiese della zona, tra le quali la stessa S. Silvestro) alcuni dubbi erano stati espressi in vari momenti, e anche di recente, su questa identificazione.

   

L'indagine archeologica appariva quindi indispensabile per risolvere l'annoso problema. La prima campagna di scavo si è svolta nell'agosto del 2005, con la partecipazione della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio (nella persona della dottoressa Giovanna Alvino), della British School at Rome (Dr Helen Patterson) e dell'Università di Perugia (prof. Filippo Coarelli). La scelta del sito da esplorare, praticamente obbligata, coincide con il luogo di provenienza dell'iscrizione repubblicana già ricordata, e cioè la località Pallottini, un paio di km a sud del paese moderno.

    

Il risultato di questo primo intervento è andato oltre le aspettative: è stato riportato alla luce un grande edificio repubblicano (databile intorno al 100 a. C.). chiaramente identificabile con il luogo dove era esposta in origine l'iscrizione. Nonostante le cattive condizioni del monumento, di cui si conservavano solo i muri di fondazione, la pianta - completamente riconoscibile -, i resti dei muri crollati (in grossi mattoni semicotti) e i frammenti di architettura lapidea (colonne corinzie, un frammento di tegola di calcare, ecc.) rendevano possibile di proporne una ricostruzione: l'aspetto generale di domus con atrio a quattro colonne (tetrastilo), ma comprendente solo alcune grandi sale, e priva di stanze di abitazione, (oltre alla situazione topografica, del tutto isolata) permetteva di riconoscervi un edificio pubblico, del tipo della villa publica di Roma: un luogo cioè destinato al censimento, all'arruolamento di truppe e agli esercizi sportivo-militari della gioventù locale.

    

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